L’iniziativa del Patronato, che ha preso il via lo scorso 30 giugno da Roma, è stata realizzata in varie piazze italiane con il sostegno degli operatori e dei dirigenti sindacali pronti a tutelare concretamente i diritti dei cittadini

“Ti fidi dell’Inps? Rifacciamo i conti”. Non è un semplice slogan ma un’azione concreta che l’Enas Ugl offre a tutti i cittadini per la tutela dei loro diritti.

Dal 30 giugno scorso, nelle principali piazze d’Italia (Trieste, Milano, Roma, Latina, Avellino, Foggia, Catania) sono stati allestiti dei gazebo dai quali gli operatori del patronato hanno fornito assistenza ai cittadini, soprattutto pensionati, per verificare la correttezza del calcolo della pensione. Un’azione doverosa, perché secondo un’analisi del patronato, quasi il 70 per cento delle pratiche controllate risultano errate per difetto. A farne le spese sempre e solo gli onesti cittadini, chi ha subìto già ingiustizie o per via di lunghi periodi senza un’occupazione stabile o perché inseriti in percorsi di mobilità.
Il patronato continua con la sua battaglia, in sinergia con la professionalità dei suoi operatori, per fornire assistenza a chi volesse verificare la propria situazione previdenziale. Durante queste due settimane di ‘contatto’ diretto con il territorio, gli operatori hanno avuto modo di constatare che molti cittadini erano completamente all’oscuro degli “errori” commessi dall’Inps. Insomma tanti, troppi assegni previdenziali erogati sono più bassi di quanto dovuto. Una denuncia questa emersa anche da un’inchiesta portata avanti dal quotidiano Libero e confermata poi dai dati elaborati dal patronato che ha iniziato una vera battaglia sul territorio a difesa dei diritti.

Tra i tanti casi ‘raccolti’ dagli operatori del Patronato spicca quello di una signora che era stata messa in mobilità alcuni anni prima della pensione. In quel caso specifico l’Istituto di previdenza ha incluso nel calcolo- sbagliando- gli ultimi tre anni di mobilità. Invece, in base alla circolare INPS 45/2011 il calcolo andava effettuato sulla base delle ultime retribuzioni del lavoro effettivamente svolto. La signora otterra’ la riliquidazione della pensione effettuando le dovute pratiche presso uno degli uffici Enas piu’ vicini alla sua residenza.
“Il grande interesse mostrato dai cittadini – ha spiegato il presidente dell’Enas Ugl, Stefano Cetica – dimostra che siamo di fronte ad un fenomeno vero, reale, che bisogna denunciare con forza. La nostra campagna continuerà anche nei prossimi giorni, con gazebo allestiti in altre piazze d’Italia, per continuare a dare assistenza a chi è stato illegittimamente derubato dei propri diritti, perché la nostra unica priorità è tutelare i pensionati e i nostri assistiti”.
L’Enas deve riappropriarsi del ruolo sociale, del contatto diretto con il territorio e con le problematiche – soprattutto burocratiche – che mettono a dura prova i cittadini. E la mission di Cetica, Presidente dell’Ente Nazionale Assistente Sociale, è proprio questa. “Il ruolo del Patronato è fondamentale – ha precisato Cetica – visto che il Presidente Boeri non sente nemmeno l’esigenza di scusarsi per gli errori commessi nell’erogazione delle pensioni”.
I gazebo sono solo un primo passo, l’assistenza da parte degli operatori sarà sempre attiva in tutte le sedi presenti sul territorio nazionale.

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