Dopo due ore di riunione del Consiglio dei ministri, il Governo ha dato il via libera a Def e manovra. Mentre il Pil è rivisto leggermente al rialzo all’1,1 per cento – rispetto all’1,0 per cento stimato finora -, il debito resta stabile rispetto allo scorso anno e il deficit dovrebbe ridursi al 2,1 per cento per il 2017. L’Esecutivo ha rivisto inoltre al ribasso il target delle privatizzazioni, fissate allo 0,5 per cento del Pil negli anni scorsi, mentre adesso e per il triennio 2018-2020 per lo 0,3 per cento del Pil.
Il Documento di economia e finanza prevede inoltre altri 2,8 miliardi di euro da stanziare per il pubblico impiego per arrivare ad un aumento contrattuale medio di 85 euro nel 2016-2018.
Una “manovra di rilancio sul binomio riforme-crescita”, ha commentato il premier Paolo Gentiloni, aggiungendo che “il risultato è di tenere conti in ordine, senza aumentare le tasse”. Oltre al documento di Economia e Finanza, ha aggiunto, “il Cdm ha approvato un decreto con quattro capitoli: la correzione dei conti dello 0,2 per cento, le misure a favore degli enti locali, misure per il terremoto, altre misure per la crescita, contestualmente abbiamo condiviso un piano di investimenti al 2032 di 47,5 miliardi”. Per il presidente del Consiglio, “’’insieme di queste misure è la migliore risposta a chi volesse presentare questa operazione come ‘depressiva’. E’ un’operazione che prosegue il percorso di risanamento e di rilancio”.
Uno dei messaggi del Def, ha spiegato Gentiloni, è un impegno: “sappiamo che possiamo e dobbiamo fare meglio. I numeri sono positivi e sono numeri che migliorano, ma devono tradursi in conseguenze per famiglie e imprese”, per la “riduzione delle diseguaglianze e il benessere”. L’impegno, ha ribadito, è “la continuazione sulla strada delle riforme e di quello che hanno prodotto”.
In conferenza stampa a Palazzo Chigi, il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ha inoltre spiegato che “nel piano nazionale di riforma vengono ribaditi i pilastri dell’agenda di riforme strutturali del governo con la contrattazione decentrata, la legge sulla concorrenza, la lotta alla povertà, le privatizzazioni, oltre che le riforme di giustizia civile e amministrative importanti per la crescita”. “La manovra di aggiustamento dello 0,2 per cento – ha aggiunto – è un aggiustamento pienamente strutturale che realizza 3,4 miliardi di euro per il 2017 con un beneficio di aggiustamento nei prossimi, ottenuto con l’efficientamento della gestione tributaria, con misure di lotta all’evasione validate dall’Ue e con misure solo in parte di tagli di spesa”.

Di seguito il dettaglio dei punti principali su cui si basa la manovra (Fonte Ansa):

PIL IN RIALZO MA SOLO QUEST’ANNO: La crescita italiana si sta irrobustendo ma, per ora, il governo si mantiene cauto. Per quest’anno il Pil crescerà dunque appena più di quanto previsto finora, dell’1,1 per cento rispetto all’1 per cento. Nel 2018 e nel 2019 si tornerà invece all’1,0 per cento, meno cioè di quanto stimato in autunno, contando però, secondo il ministro dell’Economia, di poter rivedere i numeri al rialzo in corso d’opera. Stime così conservative, ha spiegato Padoan, dipendono da una politica di bilancio “stringente”.

DEFICIT “CORRETTO”, PER 2018 SI TRATTA CON UE – La manovrina ha portato l’attesa correzione del deficit strutturale dello 0,2 per cento del Pil, facendo scendere anche il deficit nominale dal 2,3 per cento “attorno al 2,1 per cento”, ha spiegato Paolo Gentiloni. Per il 2018 il Governo conferma il rapporto deficit/Pil all’1,2 per cento, lasciando però la porta aperta a possibili revisioni al rialzo grazie alla trattativa in corso con l’Unione europea.

DEBITO SI STABILIZZA, AVANTI PRIVATIZZAZIONI ‘ORIGINALI’ Quest’anno il debito si stabilizzerà sui livelli del 2016 (132,5 per cento del Pil dal 132,6 per cento). La strategia di privatizzazioni andrà avanti, secondo Padoan, anche con soluzioni “originali”. Gli incassi sono però rivisti al ribasso, pari allo 0,3 per cento del Pil anziché allo 0,5 del Pil.

IN MANOVRA ROTTAMAZIONE LITI, SPLIT E TAGLI DI SPESA – I cardini della correzione sono l’estensione dello split payment, la definizione agevolata delle liti fiscali e i tagli di spesa. Secondo lo stesso titolare del Tesoro, i dettagli di spending non sono però ancora ben definiti.

AUMENTA ANCORA PRELIEVO SU GIOCHI – A partire dal primo ottobre 2017 sale il PREU sugli apparecchi da intrattenimento “new slot” o AWP e sulla raccolta derivante dagli apparecchi “videolotteries”.

PICCOLO RITOCCO PER I TABACCHI, NON PER BENZINA – Le accise sui carburanti restano immutate, mentre per le sigarette ci sarà riordino che porterà a poche decine di milioni di incasso.

UN MILIARDO PER IL SISMA, ARRIVANO ZONE FRANCHE – Il governo ha creato un fondo da un miliardo l’anno per tre anni a favore delle aree colpite dal sisma. Nelle zone terremotate vengono create zone franche urbane: zero tasse e contributi per due anni per le attività d’impresa.

FINANZA PER LA CRESCITA – Arrivano nuove misure ordinamentali e a costo zero per completare il pacchetto di finanza per la crescita. Si tratta di interventi di semplificazione, di agevolazione amministrativa, di incentivo alla localizzazione inm Italia delle imprese, di indirizzo del risparmio verso gli investimenti produttivi.

SBLOCCO TOURNOVER PER I COMUNI – La parte della manovra destinata agli enti locali permette di riassumere personale comunale con un rapporto entrate-uscite che arriva al 75 per cento.

100 MLN PER VIABILITA’ E SCUOLE – A tanto ammonta lo stanziamento destinato alla viabilità e all’edilizia scolastica nelle scuole e nelle città metropolitane.

SPORT SALVI – Arrivano anche disposizioni per la realizzazione del progetto sportivo “Ryder Cup 2022” e per quello delle finali di coppa del mondo di sci a marzo 2020 e i campionati mondiali di sci alpino che si terranno a Cortina d’Ampezzo nel febbraio 2021.

FOCUS SU INVESTIMENTI – Oltre a Def e manovra, il governo ha anche condiviso il prossimo piano di investimenti al 2032 di 47,5 miliardi, oggetto di un prossimo Dpcm. Una prima tranche da oltre 25 miliardi è già pronta con i contratti di programma di Rete ferroviaria italiana (9 miliardi), Anas (5 miliardi) e i grandi valichi, dal Brennero al Terzo Valico.

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